Quando dici “cotechino” pensi al Nord? Errore comune. In Irpinia il cotechino è identità, memoria, artigianalità. È più rustico, più intenso, più vero. E una volta assaggiato, il sapore non lo dimentichi più.
Cotechino Irpino: non un semplice insaccato, ma un rituale antico
In Irpinia, lo sappiamo, del maiale non si butta via nulla.
Ma alcuni tagli (cotenna, gola, pancetta e spalla) seguono un destino preciso: diventare cotechino artigianale, come Dio comanda.
Tritato grossolano, condito con sale, pepe nero, aglio, peperoncino. Insaccato a mano, legato con lo spago spesso e lasciato a maturare piano, magari affumicandolo , senza troppe forzature, senza scorciatoie industriali.
“Ma Non È Quello del Supermercato?”
No. Non scherziamo.
Il cotechino industriale lo riconosci: liscio, omogeneo, insapore. Il cotechino irpino lo senti già dal profumo e quando lo metti a tavola cala il silenzio ed iniziano i sorrisi.
Il cotechino irpino non si descrive. Si mangia. Si vive. Si racconta.
La nostra proposta di cotechino “Cannaruto”: LA BOMBA IRPINA
Il nostro ristorante Cannaruto partendo dal cotechino ha dato luce ad una propria rivisitazione tutta da scoprire . L’impasto di carne e cotica non viene insaccato ma viene assemblato in una mega polpetta ( per questo il nome bomba) insaporita con un mix di aromi e poi cotta al forno a bassa temperatura per conferirle un sapore ed una consistenza unica , morbida e succulenta. Una volta giunta a cottura si accompagna con una purea di patate , una granella di olive essiccate , del cavolo nero saltato ed una riduzione di aglianico. Il risultato finale vi lascerà senza parole e proprio per questo… vale ogni boccone.
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Perché quando lo assaggi, non torni più indietro.

